I Social Networks e la teoria dei sei gradi di separazione
La teoria dei sei gradi di separazione sostiene che chiunque può essere messo in relazione con qualunque altra persona al mondo attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari.
Se volessi mettermi in contatto con il Presidente degli Stati Uniti una delle catene di relazioni possibili è:
- Uno qualsiasi dei professori dell’ateneo dove ho studiato
- Il rettore di questo ateneo
- Il presidente dell’organo che riunisce tutti i rettori italiani
- Il ministro dell’Istruzione
- L’omologo ministro degli Stati Uniti
Ciò mostra che le relazioni sociali, fondate in primo luogo sulla parentela, sulla conoscenza, sull’amicizia e su interessi comuni abbiano insita una grande capacità di penetrazione.
Le attività che oggi vengono definite come Viral Marketing (Marketing Virale), WOM Marketing (Word Of Mouth Marketing), Buzz Marketing possono essere realizzate all’interno delle comunità quali i Social Networks e siti di Sharing come Youtube.
Si tratta di attività che hanno in comune l’uso della grande potenza divulgativa delle informazioni all’interno di comunità attive che contano ormai centinaia di milioni di partecipanti. I sistemi di social networking online ruotano intorno a due fattori. Il primo è il profilo personale, corredato dalle informazioni utili per chi lo leggerà ed è il fattore rappresentativo dell’identità sul Web; il secondo è il concetto di invito e raccomandazione, forma straordinaria di marketing virale che consente a queste iniziative di affermarsi e fare grandi numeri con spese modeste di promozione e distribuzione.
I vantaggi dei Social Networks
I Social Networks offrono la possibilità di diffondere rapidamente ed in profondità qualsiasi tipo di informazione e quindi di generare attraverso il processo del passaparola l’attenzione e la discussione attorno ad un tema o ad un prodotto. Per tale caratteristica, come è ampiamente documentato in questa pagina, le aziende dedicano a questo strumento attenzione e investimenti sempre maggiori.
I Social Networks online
Il successo dei social network va ascritto in primo luogo alla inclinazione naturale dell’uomo a socializzare e ad aggregarsi attorno ad interessi comuni. Il modello di Dion Hinchcliffe distingue gli utenti Internet in 3 categorie: 1 su 10 scrive (utente attivo), 2 su 10 commentano (utente secondario) e 7 su 10 leggono (utente passivo). A parte il fatto che questi rapporti variano costantemente nel tempo nel tempo, è noto che basta una scintilla a far scoppiare un incendio.
Se proviamo a vedere cosa succede su Facebook, uno dei social network più conosciuti e affollati del mondo. Possiamo osservare che qualunque iscritto ha “amici” sparsi in ogni parte del mondo, che molte aziende, dai grandi brand ai semplici bar su strada, sono impegnate a costituire gruppi sempre più numerosi con l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione nei loro confronti comunicando novità, eventi e sollecitando commenti. La macchina una volta avviata non si controlla più.
Un gruppo intitolato “1° MEGAPARTY FACEBOOK MILANO” costituito il 28 agosto 2008, il 10 settembre successivo aveva raggiunto 26.800 adesioni.
Sempre su Facebook possiamo rilevare che aziende di livello internazionale sono fortemente impegnate a utilizzare questo canale. La Coca Cola ad esempio ha costituito una comunità alla quale oggi (13/9/08) aderiscono oltre 500 mila persone (fans), il consorzio dello Champagne 58.000, la Mc Donald’s di 169 mila. L’effetto più immediato è che una qualsiasi iniziativa di uno di questi Brand veicolata attraverso Facebook raggiungerà immediatamente i rispettivi fans. Voglio aggiungere l’esempio di Nutella (un brand amatissimo da molti di noi), un “Lovemark” che su Facebook è al centro di numerosi gruppi di fans alcuni dei quali contano decine di migliaia di iscritti. Questi si scambiano foto, racconti di feste, gite ed in genere eventi della loro vita dove era presente il brand “Nutella”.
Possiamo dire in questo caso che “Nutella” comunica bene usando il web, perchè è il centro di una comunità di clienti-fans.
A questi Brand vanno aggiunti innumerevoli piccoli esercizi commerciali anche ristoranti e bar, e ve ne sono tanti ma non in Italia, che aggregano attorno a loro qualche migliaio di fans potendo trasformarsi per ciò stesso in punti di ritrovo naturale dei loro fans con beneficio conseguente per gli affari.
E’ evidente che le aziende non possano e debbano sottovalutare un fenomeno di questa portata.
Questo fenomeno di contagio, il passaparola, cioè l’utilizzo del Social Network generato dal network effect, o effetto rete innesca il circolo virtuoso dell’autosostentamento promozionale che aiuta più di ogni pubblicità.
Vediamo cosa sono i Social Network: il video dei Common Craft è in inglese.
Social Networks e Comunicazione di Marketing
Un approccio di comunicazione di marketing efficace ha la caratteristica di combinare diversi strumenti. Il mondo del Web evolve velocemente ed a volte è difficile collocare i vari fenomeni in categorie ben precise. Youtube è il più grande sito di video sharing del pianeta, forse non è un Social Network ed è molto diverso da Facebook. Ma se ammettiamo che la condivisione di contenuti sia un’espressione sociale, allora possiamo parlare anche di Marketing sociale su Youtube.
Un canale su Youtube è un buon contenitore di informazioni, soprattutto video che mostrano l’azienda, l’atmosfera gradevole che si respira negli eventi che organizza, gli aspetti più interessanti dei suoi prodotti, la passione dei venditori nel proporli. Un canale video che promuove gli eventi di un’azienda può essere ad esempio combinato efficacemente con una campagna di visibilità pay per clic sui motori di ricerca. Se il video è giudicato dal popolo del web interessante allora “iniettato” in un social network potrà fare velocemente il giro del mondo. Per fare un esempio della forza divulgativa dei Social Network, pensiamo all’esempio del bambino che ride, un video amatoriale che è stato visto ad oggi più di diciotto milioni di volte, e non è verosimile che fossero tutti amici e parenti.
E’ possibile sostenere e seguire giorno dopo giorno la campagna elettorale di Obama sul suo canale pubblico di Youtube: http://it.youtube.com/user/BarackObamadotcom, credo che questo sia sufficiente per definire Youtube uno strumento sociale.
Vi sono vari esempi sull’uso di Youtube per scopi di comunicazione.
Nell’ambito dei Social Network, in Facebook le aziende possono creare delle pagine e pubblicare tutti i contatti e gli eventi.
Faccio l’esempio di un’associazione di jazz alla quale mi sono iscritto e che mi manda interessanti novità su date di concerti.
Faccio anche l’esempio di Nutella (un brand amatissimo da molti di noi), un “Lovemark” che su Facebook è al centro di numerosi gruppi di fans alcuni dei quali contano decine di migliaia di iscritti. Questi si scambiano foto, racconti di feste, gite ed in genere eventi della loro vita dove era presente il brand “Nutella”.
Possiamo dire in questo caso che “Nutella” comunica bene usando il web, perchè è il centro di una comunità di clienti-fans.
