Permission Marketing
Il webmarketing modifica il rapporto tra il messaggio pubblicitario di un’azienda e la sua clientela. In passato il messaggio pubblicitario ha avuto l’ingrato compito di interrompere il lettore di un quotidiano o lo spettatore di un programma tv in ciò che stava facendo, contendendo la sua attenzione con un articolo o una trasmissione televisiva.
Per molti anni le aziende per pubblicizzarsi sono andate ad interrompere i potenziali clienti in ciò che stavano facendo. Questo tipo di approccio è conosciuto come Interruption Marketing.
In internet questa forma di pubblicità continua ad esistere; ce ne accorgiamo tutte le volte che mentre navighiamo tra le pagine dei nostri siti preferiti all’improvviso ci viene sparata davanti agli occhi una supercolorata, iperattiva ed invadente pop-up.
Nel web la gente entra per cercare, questa è la modalità d’uso della rete dalla maggioranza dei navigatori. Il mondo è infinitamente vario e ciascuno di noi ha qualcosa di diverso da cercare in un certo momento. Ad esempio oggi sono interessato ai vini piemontesi, vado su Google e cerco “vini piemontesi”. Google mi risponde con una pagina che contiene links a siti web che parlano di ciò che mi interessa in questo istante, insieme agli annunci pubblicitari sui vini piemontesi contestualizzati con la mia ricerca. Gli annunci che incontriamo durante la navigazione hanno il pregio di farsi trovare da chi in qualche modo li stava già cercando e per tale ragione possiamo dire che l’advertising dei motori di ricerca non è basato su interruzione. E’ come se il destinatario avesse accordato implicitamente il permesso di riceverli. Ecco cos’è il permission marketing.
Nel Web è il visitatore che cerca e avvia il contatto con l’azienda e si aspetta una risposta attinente alle sue necessità del momento. L’azienda ha l’opportunità di intercettare dei bisogni maturi e di farsi trovare da chi indirettamente la sta già cercando. Nel settore della comunicazione pubblicitaria è una rivoluzione copernicana.
